Conti liguri, Bucci festeggia la parifica ma restano macigni su sanità, Arpal e nomine

La Corte dei conti riconosce equilibrio finanziario, rapidità nei pagamenti e progressi negli investimenti, ma sospende il giudizio su alcune poste. Le opposizioni attaccano sul disavanzo sanitario da 125,7 milioni, sui fondi destinati ad Arpal e sulle figure apicali della Regione dopo i rilievi della magistratura contabile

La Regione Liguria incassa la parifica del rendiconto 2025 e rivendica la solidità dei propri conti, ma il pronunciamento della Corte dei conti non chiude tutte le partite. Accanto agli elementi positivi messi in evidenza dalla giunta restano infatti rilievi pesanti sulla sanità, sulla copertura finanziaria dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure, sull’organizzazione dei vertici amministrativi e sulla cartolarizzazione degli immobili delle aziende sanitarie locali.

Il presidente Marco Bucci e l’assessora regionale al Bilancio Claudia Morich presentano il risultato come la conferma di una gestione finanziaria equilibrata, capace di rispettare gli impegni e pagare rapidamente i fornitori. La Corte ha riconosciuto un miglioramento nella riscossione delle entrate, nelle spese per investimenti e nella capacità di pagamento, con un indicatore medio di tempestività pari a 24,2 giorni prima della scadenza.

Segnali favorevoli sono arrivati anche sull’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e sulla gestione dei fondi europei. Secondo la Regione, una parte consistente degli interventi risultava già completata o collaudata entro la prima metà di giugno 2026, mentre i programmi europei del precedente ciclo hanno registrato pagamenti superiori alla media delle altre regioni.
La giunta collega questi risultati anche all’andamento dell’economia ligure. Nel 2025 gli occupati avrebbero raggiunto quota 651 mila, oltre 17 mila in più rispetto all’anno precedente, mentre il prodotto interno lordo regionale era arrivato nel 2023 a 58 miliardi di euro. Marco Bucci e Claudia Morich rivendicano inoltre il ruolo della Liguria nei settori della logistica, dell’economia del mare e del turismo.
Il quadro cambia quando si entra nel capitolo sanitario. Il disavanzo del sistema regionale è salito a 125,7 milioni di euro, contro i 112,4 milioni del 2024. La Corte ha inoltre rilevato problemi ancora irrisolti nelle liste d’attesa e nella mobilità dei pazienti verso altre regioni, che presenta un saldo negativo di 74,4 milioni.
La Regione replica che la valutazione riguarda il 2025 e sostiene che la riorganizzazione successivamente avviata stia già producendo risultati. A sostegno di questa tesi richiama i dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, secondo cui l’82,9 per cento delle prime visite sarebbe stato garantito entro i tempi previsti. Un dato che, tuttavia, non cancella i ritardi ancora denunciati per numerose prestazioni ed esami.
La parifica è rimasta sospesa su alcune poste. Tra queste figura la vicenda, risalente al 2011, della cartolarizzazione degli immobili delle aziende sanitarie locali. Un altro nodo riguarda il finanziamento dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure attraverso risorse provenienti dal fondo sanitario regionale. La Procura contabile ha contestato che l’avanzo disponibile, indicato in circa 9,1 milioni, non terrebbe conto degli effetti di un finanziamento da 19,9 milioni di euro.
Il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Stefano Giordano legge il pronunciamento come una smentita della narrazione della giunta. Secondo l’esponente del M5S, il rendiconto mostra un disavanzo sanitario ormai strutturale, liste d’attesa non risolte e un’organizzazione amministrativa appesantita da nuovi incarichi e commissari.
Anche la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Selena Candia attacca il presidente, accusandolo di descrivere una Liguria lontana da quella vissuta dai cittadini. L’esponente di AVS richiama il dato delle prestazioni erogate oltre i tempi massimi e il costo della mobilità sanitaria, contrapponendoli alle spese sostenute per gli incarichi di vertice.
Sul caso Arpal intervengono inoltre Andrea Orlando e Carola Baruzzo del Partito Democratico. I due consiglieri sostengono che per tre anni la Regione abbia ignorato i rilievi sull’utilizzo di risorse sanitarie per finanziare l’agenzia ambientale. Secondo gli esponenti del PD, non si tratterebbe di una semplice correzione tecnica, perché in futuro sarà necessario trovare coperture stabili in un bilancio già gravato dal deficit sanitario.
Claudia Morich respinge questa ricostruzione e accusa Andrea Orlando di fornire una lettura faziosa. L’assessora ricorda che i rendiconti del 2023 e del 2024 erano stati parificati senza eccezioni su quel sistema di finanziamento e sostiene che la sistemazione contabile approvata dalla giunta non modifichi il risultato complessivo dell’amministrazione regionale.
Resta aperta anche la questione della collocazione del segretario generale fuori dalla dotazione organica. La Corte dei conti ha deciso di portare il tema davanti alla Corte costituzionale. Claudia Morich ha espresso amarezza, ricordando che la legge regionale era stata trasmessa al Governo senza ricevere contestazioni, ma ha annunciato verifiche tecniche per valutare gli eventuali adeguamenti.
Il rendiconto 2025 esce quindi parificato, ma non assolto da ogni dubbio. La Regione mette in primo piano gli equilibri finanziari, gli investimenti e la rapidità nei pagamenti; le opposizioni concentrano l’attenzione sul peso crescente della sanità, sulle poste ancora sospese e su un modello organizzativo che la stessa magistratura contabile ha sottoposto a un esame severo.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.